Come gestire le scorte dopo il 27 settembre
Che cosa fare dei prodotti già confezionati e delle confezioni vuote. Che cosa sono davvero i sei mesi, e per chi valgono.

Domenico Canzoniero · NDB
D.Lgs. 30/2026 · Dir. (UE) 2024/825
Circolare MIMIT 27 agosto 2026
FAQ MIMIT 1° ottobre 2026
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Quindici pagine, un punto per pagina: il ragionamento, le figure, i casi di confine, le fonti e, in chiusura, il testo delle FAQ MIMIT del 1° ottobre 2026 con l'errata corrige.
Le FAQ del MIMIT del 1° ottobre cambiano tre punti della nota.
Le risposte alle domande frequenti del ministero sul D.Lgs. 30/2026 portano la data del 1° ottobre 2026 (ultima modifica dichiarata dalla pagina). La Sezione C, «Prodotti già immessi in commercio», definisce i termini che la circolare del 27 agosto usava senza definirli e risponde alla domanda che ci facevano più spesso: i pack vuoti stampati prima del 27 settembre si possono usare?
- Bene durevole è il prodotto con shelf life superiore a 30 giorni; deperibile quello con shelf life non superiore a 30 giorni, alimentare o non alimentare (C.2). Non conta se il pack porta una data: conta quanti giorni passano dalla produzione al TMC, alla scadenza o al periodo d'uso indicato.
- Gli imballaggi e le etichette già prodotti o acquistati prima del 27 settembre sono old stocke si possono usare anche dopo, per durevoli e deperibili, entro l'orizzonte orientativo dei sei mesi per l'esaurimento dei prodotti, fermo restando ogni misura ragionevole per informare il consumatore (C.4). La nota di settembre diceva il contrario.
- I prodotti già fabbricati o confezionati prima del 27 settembre restano commercializzabili, con la prova della data (C.3).
Le FAQ sono un chiarimento del ministero, non una norma: non vincolano l'AGCM né il giudice, e la pagina avverte che potranno essere aggiornate. Testo integrale sul sito del MIMIT. La nota scaricabile da questa pagina è rigenerata alla fonte: le pagine interessate sono riscritte e la nuova sezione 08 riporta il testo delle FAQ con l'errata corrige, che trovi anche più in basso.
Le scorte dopo il 27 settembre, in breve.
- 01
Dopo il 27 settembre non c’è un periodo transitorio.
Né la direttiva né il decreto lo prevedono. Sito, e-commerce, pubblicità e materiali promozionali vanno adeguati subito.
- 02
Conta la shelf life del bene, e il pack vuoto non è escluso.
Durevole è il bene con shelf life oltre 30 giorni (FAQ MIMIT del 1° ottobre 2026): solo i durevoli già confezionati, con la prova della data, possono attendere circa sei mesi per il rifacimento della confezione. Gli imballaggi e le etichette già prodotti o acquistati prima del 27 settembre sono old stock e si usano, per durevoli e deperibili, entro lo stesso orizzonte orientativo.
- 03
Il primo check da fare è sull’adesivo.
Se il claim si può coprire, il problema si chiude lì. Se era già contestabile prima della riforma, nessuna gradualità lo protegge.
Cosa è dovuto subito e cosa può attendere.
Tutte le misure ragionevoli e proporzionate
- adeguamento del materiale promozionale;
- coordinamento con la rete di vendita;
- etichette adesive che eliminano o correggono il claim;
- informazioni correttive a scaffale o online;
- sito ed e-commerce, senza eccezioni.
Il rifacimento delle confezioni già fatte, e l'uso dei pack vuoti pre-27 settembre
- orientativamente sei mesi, indicazione del ministero e non termine di legge;
- per il rifacimento, solo i beni durevoli: shelf life oltre 30 giorni (FAQ MIMIT 1° ottobre 2026);
- per gli imballaggi e le etichette già prodotti o acquistati prima del 27 settembre, durevoli e deperibili (FAQ C.4);
- con prova della data di produzione, confezionamento o immissione del bene (C.3); per i pack vuoti le FAQ non pongono una condizione di prova, ma la data di produzione o acquisto degli imballaggi è l'evidenza da tenere a registro.
La gradualità la può applicare l'autorità, l'impresa non può pretenderla. Riguarda solo i controlli pubblici: non ferma l'azione di un concorrente, un'azione rappresentativa dei consumatori o una pronuncia del Giurì della pubblicità.
Dove la nota di settembre è superata, punto per punto.
La nota è stata scritta sulla circolare del 27 agosto, che non definiva i termini. Le FAQ li definiscono, e su tre punti la lettura cambia, in quattro passaggi della nota. Chi ha scaricato la versione di settembre trova qui che cosa non vale più; la versione attuale della nota è corretta nelle pagine interessate e porta la stessa errata corrige nella sezione 08.
§02, §03 (Fig. 1, caso B) e sintesi «in breve» 02
Diceva la nota
Conta la data del bene, non quella del pack: un pack stampato a maggio e riempito a ottobre è fuori dai sei mesi; per gli imballaggi vuoti resta solo la valutazione caso per caso.
Dicono le FAQ
Gli imballaggi e le etichette già prodotti o acquistati prima del 27 settembre sono ricondotti all’old stock e si possono usare dopo, per beni durevoli e deperibili, con l’orizzonte orientativo dei sei mesi per l’esaurimento dei prodotti e le misure ragionevoli comunque dovute (FAQ C.4).
§04 e Fig. 2
Diceva la nota
È deperibile il bene con una data di scadenza o un TMC in etichetta; senza data, si ragiona da durevole.
Dicono le FAQ
È deperibile il bene con shelf life non superiore a 30 giorni, durevole quello con shelf life superiore, alimentare o non alimentare. La shelf life va dalla produzione al TMC o alla scadenza, o al periodo di utilizzo indicato per il non alimentare (FAQ C.2). Una conserva con TMC a 24 mesi è un bene durevole.
§06, i due casi di confine
Diceva la nota
Il deperibile a lunga conservazione e il non-food consumabile sono zone che la circolare non copre: letture interpretative NDB.
Dicono le FAQ
Il caso A è chiuso dalla definizione: conserve, olio e secco con TMC a mesi o anni hanno shelf life oltre 30 giorni, quindi sono beni durevoli. Il caso B lo è a metà: il consumabile con un periodo d’uso indicato oltre 30 giorni è durevole; quello senza alcun periodo indicato non ha una shelf life pari o inferiore a 30 giorni e non è deperibile, ma le FAQ non dicono che le due definizioni esauriscano lo scaffale. Che vada trattato da durevole resta una nostra inferenza per esclusione.
§03 e §05, la prova
Diceva la nota
Prova documentale di produzione o immissione prima del 27 settembre.
Dicono le FAQ
Le FAQ ammettono anche la prova del confezionamento (C.3), e chiariscono che gli «existing products» comprendono i prodotti già fabbricati e confezionati entro il 27 settembre anche se commercializzati dopo (C.2).
Che cosa non cambia
- Dal 27 settembre tutte le misure ragionevoli e proporzionate sono dovute, per chiunque: adesivi, informativa correttiva a scaffale e online, materiale promozionale, coordinamento con la rete, sito ed e-commerce senza eccezioni. Le FAQ lo ripetono sia per i prodotti già confezionati (C.3) sia per gli imballaggi vuoti (C.4).
- Le scorte non sono una deroga: la gradualità la può applicare l’autorità, l’impresa non può pretenderla, e non ferma un concorrente, un’azione rappresentativa o il Giurì.
- I sei mesi restano un’indicazione orientativa, non un termine di legge; il claim già contestabile prima della riforma non ha alcuna gradualità.
- Senza registro la difficoltà non è comprovata: per gli imballaggi vuoti vanno documentate la data di produzione o acquisto del pack, i volumi e il piano di esaurimento.
Due cose le FAQ non dicono, e le dichiariamo come nostra lettura: da quando decorrono i sei mesi per i pack vuoti (la lettura prudente è dal 27 settembre 2026, cioè fino a fine marzo 2027) e che cosa succede all'imballaggio soltanto ordinato e non ancora stampato né consegnato (per il testo non è «già prodotto o acquistato»: non è old stock, e se l'ordine è modificabile, modificarlo è lo sforzo atteso).
Il registro: perché senza documenti la gradualità non esiste.
Tenere un registro significa tenere traccia delle prove che sostengono ogni claim e delle misure prese sulla scorta, con la loro data. La circolare parla di difficoltà «specifiche e comprovate», e la posizione comune delle autorità europee mette la tenuta dei registri fra gli sforzi attesi dalle imprese. Senza documenti la difficoltà non è comprovata, e il trattamento graduale resta senza appoggio.
C'è anche un rischio meno visibile. Un claim corretto ma senza prove a portata di mano diventa sanzionabile lo stesso, perché l'onere di dimostrarlo è dell'impresa.
A che cosa serve, in concreto
Invocare la gradualità
È la condizione perché l'autorità possa tenere conto delle difficoltà sulla scorta: lotti, date di produzione, misure prese e quando.
Rispondere subito
Se arriva una richiesta dell'AGCM, la contestazione di un concorrente o un ricorso al Giurì, il dossier è già pronto. Nessuno deve ricostruirlo a memoria.
Mettere in fila l'azienda
Chi approva i claim, chi ordina gli adesivi, chi scrive ai distributori e ai fornitori: ogni riga ha un responsabile e una scadenza.
Non perdere le scadenze
Un claim vero oggi può diventare ingannevole domani: un certificato che scade, una formula che cambia, un fornitore nuovo. Il calendario lo ricorda.
Il registro documenta la diligenza. Non rende conforme un claim e non sostituisce le misure dovute.
Il registro nasce dalla scansione del pack.
Nessuna fonte dice come debba essere fatto il registro. Noi lo produciamo a partire dal packaging già mappato: ogni claim trovato dalla scansione diventa una scheda con testo esatto, perimetro, articolo e prova disponibile; ogni misura del piano diventa una riga con priorità, scadenza e motivazione già scritte. L'azienda riceve un file precompilato, non un modulo vuoto.
- 01
Mappatura
Il software legge il pack e trova ogni asserzione ambientale, con l'articolo del decreto, la fascia e l'indice di rischio.
Vi arrivaIl report del materiale, datato
- 02
Piano
Il consulente decide referenza per referenza: scorta, canali, fornitori, rifacimento. Con priorità e motivazione di proporzionalità.
Vi arrivaUn piano di adeguamento per referenza
- 03
Registro
Claim e misure diventano le righe del file. Restano da aggiungere solo le cose che conosce l'azienda: lotti, date, responsabili, allegati.
Vi arrivaIl registro in Excel, precompilato e vostro
- 04
Tenuta, se la volete
A ogni evento, una tiratura nuova, un certificato in scadenza, la risposta di un fornitore, aggiorniamo noi il registro.
Vi arrivaUn file nuovo con ciò che è cambiato
Dalla scansione di un pack alle righe del registro.
Una confezione di sacchetti igienici per animali, scansionata a settembre 2026. Marchio, azienda e numeri di certificato sono stati tolti. Sopra l'esito della scansione, sotto le righe del registro che ne sono nate.
Azienda ●●● · Sacchetti igienici per animali, 3 rotoli
Astuccio in cartone, fustella completa · 1 facciata letta · settembre 2026
Fascia alta. Due claim mappati: uno in fascia critica, uno in fascia bassa. Emendabile con adesivo: la correzione è praticabile sulla scorta già prodotta.
«[Marchio] green»
Naming di linea su quattro facce, con grafica verde. Art. 23 c. 1 lett. d-bis: asserzione ambientale generica, senza specificazione del beneficio sullo stesso supporto.
«Sacchetti in fibra di mais compostabile»
Sostenuto dal marchio di compostabilità industriale (EN 13432) sul retro. Da chiarire: compostabile dove, e dove va conferito il sacchetto usato.
Valutato e lasciato fuori: il bollino promozionale sulla cura dell'animale, che non afferma nulla sull'ambiente.
| ID | Testo esatto | Perimetro | Fascia | Articolo | Prova disponibile | Stato | Formulazione ammessa | Prossima verifica |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| F-01 | «[Marchio] green» + grafica verde, 4 occorrenze | Prodotto nel suo complesso | Critica | Art. 23 c.1 d-bis | Nessuna | Non sostanziato | Nessuna: al suo posto la denominazione merceologica | — |
| F-02 | «Sacchetti in fibra di mais compostabile» + marchio di compostabilità | Componente: i sacchetti | Bassa | Art. 22; art. 23 c.1 b se il marchio non copre la referenza | Certificato EN 13432 di terza parte, valido fino a giugno 2027. Da verificare che copra il nostro marchio | Da verificare | «Compostabili in impianto industriale (EN 13432, cert. n. …). Non idonei al compostaggio domestico» | Giugno 2027, scadenza del certificato |
| N. | Supporto | Misura decisa | Priorità | Scadenza | Motivazione di proporzionalità | Stato | Allegati |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| A-01 | Fornitori | Richiesta scritta al fornitore e all'ente: il certificato copre anche il nostro marchio? | 1 | 25/09/2026 | Coordinamento con la catena: sforzo espressamente atteso dalle autorità | In corso | email al fornitore del 24/09 |
| A-02 | Pack, scorta in magazzino | Adesivo unico sulle 4 occorrenze del naming. Non coprire indicazioni obbligatorie e codici di raccolta | 1 | 27/09/2026 | Misura a costo contenuto, indicata dalla circolare MIMIT | Pianificata | ordine adesivi · foto del lotto etichettato |
| A-03 | Sito ed e-commerce | Togliere «green»; aggiungere le specifiche sulla compostabilità | 1 | 27/09/2026 | Canale modificabile senza vincoli di stock: nessuna tolleranza | Pianificata | schermata datata della scheda prodotto |
| A-04 | Pack, prossima tiratura | Specifiche sulla compostabilità accanto al claim su ogni faccia | 3 | All'esecutivo | Claim sostanziato: un adesivo in più a mano sarebbe sproporzionato | Differita · condizione: esito di A-01 | esecutivo approvato |
| Lotto | Confezionato il | Pezzi | Documento che prova la data | Dove si trova la merce | Adesivo applicato | Pack vuoti in giacenza |
|---|---|---|---|---|---|---|
| L●●●● | 18/09/2026 | 2.400 | registro di produzione · DDT del 19/09 | Magazzino proprio | sì, il 26/09 | 6.000: etichettati in linea prima dell'uscita |
In giallo le celle che compila l'azienda: lotti, date, allegati. Il resto arriva precompilato dalla scansione e dal piano. Lotto e quantità sono di fantasia.
Il file completo ha sette schede: istruzioni, politica interna con i ruoli, registro delle azioni, rete di vendita, fascicolo dei claim, produzione e scorta, calendario delle scadenze.
Otto punti, un punto per pagina.
- 01Dopo il 27 settembre non c’è un periodo transitorio
- 02Cosa è dovuto subito e cosa può attendere la shelf life
- 03I sei mesi: che cosa sono e per chi valgono
- 04Deperibili e durevoli: la soglia dei 30 giorni di shelf life
- 05Il triage delle scorte, dove si trova la merce, il registro
- 06Due casi di confine, risolti dalle FAQ: lunga conservazione e non-food consumabile
- 07Una cosa in più con la stessa scadenza: garanzia legale e GARAN
- 08Le FAQ del MIMIT del 1° ottobre: che cosa precisano, che cosa cambia nella nota
Con le fonti e il loro peso: D.Lgs. 30/2026, circolare MIMIT del 27 agosto 2026, FAQ MIMIT del 1° ottobre 2026, common understanding della rete CPC del 30 giugno 2026, Reg. (UE) 1169/2011. Le letture interpretative di NDB sono dichiarate come tali.
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Quindici pagine, un punto per pagina: il ragionamento, le figure, i casi di confine, le fonti e, in chiusura, il testo delle FAQ MIMIT del 1° ottobre 2026 con l'errata corrige.
Mappa il rischio del tuo pack.
Carica il PDF o il JPG del tuo packaging: il software riconosce le asserzioni ambientali e le àncora alle fattispecie del decreto. Poi decidiamo insieme, in una call gratuita di trenta minuti, se il claim si può coprire con un adesivo e come costruire il registro.
La nota orienta le decisioni e non sostituisce un parere legale sul caso concreto.